Giuseppina Zanaboni, detta Pina, nacque a Milano il 16 ottobre 1915 da Paolo Zanaboni e Angela Bravi. Sposata con Cricchi.
Operaia alla Pirelli – Bicocca dal 1932 al 1950. Segnalata al Partito comunista per l’attività di protesta per le condizioni di lavoro, si iscrisse nel 1944 e fu destinata alla propaganda antifascisti in mensa e nei reparti.
Il giorno dell’insurrezione rimase in fabbrica contro eventuali sabotaggi tedeschi. Nell’immediato dopoguerra divenne corrispondente sindacale di reparto e a causa della sua militanza fu destinata per rappresaglia al reparto “manicomio” dove si facevano i pneumatici tubolari per le biciclette tra rumori assordanti e nubi di polvere di talco. Fu arrestata diverse volte a causa di scioperi e volantinaggio.
Segnalata nel secondo dopoguerra come fervente attivista comunista, fu sottoposta a saltuaria sorveglianza dagli organi di polizia per la sua attività sindacale e per la frequentazione della scuola femminile di partito di piazzale Libia.
Nel 1950 passò al Sindacato dei chimici di Milano (Filc Cgil) come responsabile della commissione femminile e successivamente fu impiegata al Sindacato dei Tessili (Fiot Cgil) di Monza. Inserita tra i supplenti della commissione esecutiva della Camera del Lavoro di Milano, dal 1953 fu responsabile della commissione femminile della Federbraccianti di Milano, in sostituzione di Artenice Schiatti. Si prodigò a lungo per il riconoscimento alle lavoratrici dei giorni di lavoro fuori dalla monda.
Dal 1960 al 1966 fu componente della segreteria della Federbraccianti, occupandosi della battaglia per la parità salariale e per la stipula del primo contratto provinciale delle orticole.
Coniugò l’attività sindacale con quella politica e fu componente del direttivo della Federazione milanese del Pci dal 1954 al 1960.
Eletta nel 1964 consigliera comunale a Lachiarella, dal 1965 al 1970 ricoprì la carica di Assessore al Comune.
Concluse la sua attività politica come capo Lega dello Spi.