Biografie Sindacali

Biografia

Porinelli Maria

data sconosciuta - in vita

Nacque a Legnano il 28/9/1926, figlia di Giovanni Porinelli e Veronica Dell’Acqua.

«una famiglia operaia, in discrete condizioni economiche.
A due anni morì mio padre, ma questo fatto non peggiorò il nostro stato famigliare, grazie al lavoro, allo spirito di sacrificio di mia madre.
Ho trascorso un’infanzia felice e serena circondata dal grande affetto della mamma e dei nonni.
Terminate le elementari, entrai in un collegio di suore, dove rimasi per ben sette anni, fino a quando conseguii il diploma magistrale.
Quando uscii avevo 17 anni. Si era in periodo di guerra ed allora andai in Valtellina al paese di provenienza di mia madre.
Incominciai a sentir parlare dei partigiani. I massacri che i fascisti facevano (…) Quando venne la liberazione si fece strada in me, la necessità di non accettare passivamente tutto quello che avveniva, ma di diventarne partecipe.
Chiesi allora l’iscrizione al Partito (3 maggio 1945), che da quel poco che ero riuscita a capire era qualche cosa che si differenziava distintamente dagli altri e che lottava in modo aperto contro i soprusi e le ingiustizie.
Non avevo alcuna preparazione politica, ma ero animata da un grande entusiasmo; e subito mi misi a lavorare.
Frequentai alla fine del 1945 una scuola provinciale della durata di due mesi e mezzo (fino a febbraio 1946) e ciò servì a colmare in parte le lacune della mia più che insufficiente preparazione politica, a togliermi parte di quel bagaglio di interpretazioni sbagliate che avevo e derivavano dall’ambiente in cui ero cresciuta.
Terminata la scuola, mi mandarono a dirigere il lavoro femminile in Brianza, poi nella mia città a Legnano.»

Nel 1947 entrò a far parte della Commissione esecutiva della Camera del Lavoro di Milano: era l’unica donna presente nell’effettivo.
Nel 1948 continuò il suo lavoro in commissione, come Unità Sindacale.
Nel contempo, dal 1946 al 1950 fece parte anche del sindacato tessili:

«mi resi conto che se volevo portare le donne al Partito, dovevo conoscere molto bene i loro problemi e trattandosi in gran parte di tessili, mi immedesimai delle loro questioni, partecipai alle loro lotte e ciò spinse il P. ad affidarmi il lavoro sindacale fra le tessili. Fui parte del Comitato Nazionale del sindacato e fino al settembre del 1950 ho svolto tale lavoro (…) quando mi sposai venni sostituita».

Il 28/10/1950 si sposò con Angelo Vignati; ma già nel 1952 ricominciò a lavorare come Responsabile femminile di zona della sezione “Luigi Ciapparelli” del Pci di Legnano, meritandosi una valutazione molto positiva da parte della Federazione:

«possiede doti naturali che la portano a legarsi con facilità alle masse e, in particolare, alle lavoratrici (…) la consideriamo una compagna capace di diventare una delle migliori dirigenti femminili e di dare un serio contributo al movimento femminile».

Successivamente divenne responsabile di tutta la zona dell’Alto Milanese.
Nel 1953 frequentò un corso regionale di tre mesi presso la scuola di Partito (Pci), ed entrò a far parte dell’Udi.
Nel 1954 all’VIII congresso dei comunisti milanesi fu eletta dirigente all’interno del Comitato Federale.
Dal 1953 al 1957 fu consigliere comunale presso il comune di Legnano (MI)
Nel 1955 come consigliere comunale si occupò dei licenziamenti degli operai della ditta De Angeli Frua (sede di Legnano): tramite un’interpellanza chiese provvedimenti atti a fronteggiare la crisi dell’industria tessile ed in particolare per richiedere la cassa integrativa, l’esenzione dell’imposta di famiglia e l’ammissione all’assistenza medica gratuita alle famiglie colpite da licenziamento.
Nel 1957, come consigliere comunale, invitò formalmente l’Amministrazione del comune ad intervenire direttamente presso l’A.L.I. riguardo la questione dei figli dei lavoratori tessili e all’istituzione degli asili nido nelle fabbriche. Fece presente i gravi disagi dei bambini, particolarmente durante la stagione invernale, i quali dovevano essere accompagnati dalle loro mamme all’asilo nido dell’O.N.M.I. o presso parenti. Lamentò il fatto che pur vigendo una legge, sin dal 1950, che prevedeva la “tutela fisica ed economica delle lavoratrice madri da parte dei datori di lavoro”, ancora non erano stati realizzati asili aziendali per l’alimentazione e la custodia dei bambini o camere di allattamento nelle dipendenze dei locali di lavoro, per tutti i figli delle lavoratrici dipendenti.
Nel 1958 fu tra i candidati alla Camera dei deputati, come “Porinelli Maria in Vignati”, e nuovamente nel 1960 col nome da nubile (in quanto vedova).
Morì il 18 dicembre 2012 a Cerro Maggiore.

Autore

Annalisa Bertani