Biografie Sindacali

Biografia

Martini Gina

data sconosciuta - in vita

Gina Martini nacque a Milano il 6 febbraio 1919.
Nel 1941, ancora studentessa universitaria, si sposò con Mario Fanoli da cui ebbe una figlia.
Spesso conosciuta con il cognome del marito, anche nei documenti ufficiali viene citata come Gina Fanoli.
Nel 1944 si laureò in filosofia con Antonio Banfi e subito dopo entrò nella Resistenza assieme al marito. Per poter svolgere l’attività clandestina fu costretta a lasciare la figlia di pochi mesi presso la casa dei nonni materni.
Aderì al Partito d’Azione e ne fu responsabile femminile. Fu tra le prime dirigenti del Comitato nazionale dei Gruppi di difesa della donna e co-direttrice del settimanale “Noi donne” assieme a Giovanna Barcellona e Claudia Maffioli. Il primo numero uscì nel giugno del 1944 e si ispirava all’omonimo giornale fondato a Parigi nel 1937 da Teresa Noce. La rivista divenne ben presto un importante strumento di propaganda e di preparazione degli scioperi e delle manifestazioni, grazie anche alle edizioni regionali che consentirono un rapporto più diretto con le realtà locali. La sua opera non passò inosservata e nel mese di novembre del 1944 fu rinchiusa a San Vittore.
Dal febbraio del 1945 venne arrestata altre due volte e deferita dal Tribunale speciale per la difesa dello Stato della Repubblica sociale italiana e liberata solo dopo il 25 aprile.
Nel 1946 partecipò al Congresso del Partito d’Azione, ma non condividendone più la linea politica, aderì al Partito comunista.
Fu responsabile femminile della sezione territoriale “Venezia” e vice presidente dell’ Unione Donne Italiane provinciale.
Nel settembre del 1948 entrò a far parte della Commissione femminile della Camera del Lavoro di Milano come rappresentante del Pci.
Dal 1948 al 1953 fu deputata della Repubblica, eletta nella circoscrizione di Milano e si occupò delle leggi inerenti la tutela fisica ed economica delle lavoratrici madri, promuovendo pari diritti e retribuzione tra uomini e donne.
Nel 1953, gravemente malata, abbandonò l’attività politica e si dedicò alla traduzione di testi dall’inglese firmando tra l’altro la versione italiana di “Lenin e la rivoluzione russa” di C. Hill (1954).
Dal 1949 al 1956 fu segretaria della Fiot di Milano.
Quando nel 1949 presso la Camera del Lavoro si tenne il “Congresso della donna lavoratrice” – una delle prime iniziative istituzionali pubbliche della Commissione femminile milanese – Gina Fanoli intervenne a proposito della difesa del posto di lavoro e sull’unità sindacale.
Nel 1950, fu responsabile della Commissione femminile della Camera del Lavoro di Milano e nel 1951 fu nominata nella Commissione esecutiva della Camera del Lavoro di Milano. Dal 1951 al 1954 fu anche componente del Comitato federale del Pci.
Morì a Milano il 2 dicembre 1965.

Autore

Annalisa Bertani