Nacque il 20 maggio 1925 a Canegrate (Milano).
A 15 anni venne assunto alla Franco Tosi nel reparto aggiustatori e in seguito al reparto montaggio palette.
Negli anni cinquanta aderì al PSI di Pietro Nenni e alla corrente lombardiana; si avvicinò al sindacato e si iscrisse alla Fiom-CGIL: entrò a far parte della Commissione interna.
Il decennio degli anni sessanta fu caratterizzato da un grande fermento nel movimento operaio e nella società, che sfocerà nelle lotte del biennio 1968-1969 e in importanti conquiste come lo Statuto dei Lavoratori. Sotto la spinta di questi movimenti il sindacato unitario passò dalle cooptazioni delle commissioni interne ai consigli di fabbrica, con l’elezione dei delegati da parte dei lavoratori. Questa fu una grande svolta democratica che segnerà la vita nelle fabbriche, Franco Tosi compresa, dove per effetto di questa nuova organizzazione venne costituito l’esecutivo del Consiglio di fabbrica e Ferrè fu subito designato a farvi parte: restò in carica per molti anni.
Questi furono anni di grande impegno ed entusiasmo per Ferrè. Visse la militanza sindacale in modo totalizzante. La Tosi, anche grazie a lui, assunse un ruolo centrale nel territorio, non solo sindacale ma anche politico culturale e sociale.
Il 24 luglio del 1972 fu costituita la FLM (Federazione Lavoratori Metalmeccanici), sigla nella quale si unirono la Fiom-Cgil, la Fim-Cisl e la Uilm-Uil: il grande sogno dell’unità sindacale sembrava prendere forma e Ferrè sostenne sempre questa scelta unitaria.
Nel 1973 fu uno dei componenti del Comitato direttivo della Camera del Lavoro di Milano.
Nel 1978 venne eletto nel Direttivo provinciale della Fiom e nel Comitato centrale.
Dopo tanti anni di presenza nell’Esecutivo e in ruoli di direzione nella fabbrica del legnanese, nel 1980 fu eletto Presidente della casa per ferie della Franco Tosi, incarico che mantenne fino al 1985, anno del pensionamento: dopo 45 anni passati nella “sua” Tosi.
Dopo il pensionamento continuò il suo impegno nella Cgil come componente del Direttivo territoriale e nello SPI; ma non perse mai di vista il destino della Tosi: per lui fu un distacco doloroso doverla lasciare.
Ferrè fu un “pragmatico appassionato”, un riformista che credeva nelle riforme radicali e strutturali, che possono cambiare la società e il destino dei lavoratori e dei più deboli. Questo fu il sogno per tanti uomini di quella generazione.
Morì a Legnano (Milano) il 27 febbraio 2010.
Biografia
Ferrè Luigi
data sconosciuta - in vita
Annalisa Bertani