Nacque a Villanova di Bagnacavallo (Ravenna) il 29 marzo 1903, da Domenico, operaio agricolo, e Luisa Ghetti, casalinga.
Dopo le scuole elementari, grazie alle borse di studio rilasciate dal suo comune natio, riuscì a frequentare anche le scuole medie, inferiori e superiori, al Regio istituto industriale di Fermo.
Sin dall’età di quindici anni iniziò a frequentare, insieme al padre e ai fratelli, il Circolo socialista di Bagnacavallo, nel quale diresse la Sezione Giovanile dal 1917 al 1920; mentre a Fermo (dove studiava) fondò il Circolo giovanile studentesco “Giuseppe Di Vagno” e fu membro della Federazione marchigiana socialista giovanile (1920-1923).
Nel mentre, collaborò con riviste tecniche e giornali di partito, fra i quali, il settimanale socialista “La Lotta” e quello comunista “Bandiera Rossa”.
Nel 1923, però, dietro imposizione dei fascisti dovette lasciare Fermo e successivamente anche il paese natio, dove veniva perseguitato. Cercò allora di espatriare ma fu fermato a Ventimiglia, dove fortunatamente, grazie ad alcuni compagni, riuscì a eludere la sorveglianza dei carabinieri.
Si stabilì a Genova, dove iniziò a collaborare con la Federazione giovanile socialista, fino al 1926, anno in cui, nuovamente ricercato dalla polizia, dovette riparare a Milano, ma non trovando lavoro, si spostò a Sondrio. Qui mise in pausa la sua attività politica e così facendo poté lavorare come insegnante, presso scuole private.
Alcuni anni più tardi, nel 1929, decise di tornare a Milano, dove divenne Capo-tecnico, e un componente del Consiglio di Gestione, alla Pirelli.
Si sposò e riprese il suo lavoro di propaganda per il partito socialista.
Fu più volte arrestato per motivi politici: il 4 agosto del 1936 dall’O.V.R.A., che lo condannò al confino sulle Isole Tremiti per 5 anni (però dopo aver scontato tre anni si ammala e la restante pena venne commutata in due anni di sorveglianza speciale); mentre nel 1943 venne nuovamente fermato e rilasciato dopo qualche mese.
Dopo il confino tornò a Milano e divenne Capo ufficio Tempi e organizzazione presso la Pirelli-Sapsa di Sesto San Giovanni; la stessa fabbrica nella quale, nel giugno del 1939, entrò a far parte del Pci e costituì una cellula che agiva nella zona di Porta Venezia: si occupò della propaganda negli stabilimenti Pirelli (sede centrale di Milano), Falck, e Breda, e divenne Capocellula dei Ferrovieri dello Stato e delle Nord.
Il 25 novembre 1943, mentre si recava ad un appuntamento con alcuni socialisti della Pirelli, venne nuovamente arrestato e rimase in carcere sino al Natale di quell’anno, quando fu liberato in virtù degli scioperi del dicembre 1943. Una volta libero, continuò a occuparsi dei Ferrovieri sino all’aprile del 1945, quando entrò a far parte della Delegazione militare regionale delle Brigate Garibaldi (C.V.L.), come Intendente del Comando centrale.
Dopo la Liberazione fu istituita la Fondazione di solidarietà nazionale pro partigiani e vittime della lotta di liberazione su iniziativa dell’industriale Enrico Falck e di svariati esponenti della Resistenza: oltre a Ferruccio Parri, infatti, tra i componenti del Comitato direttivo spiccava proprio il nome di Aldo Ballardini; che ne fece parte almeno fino al 1978 (Infp -ex Insmli-, fondo Fiap Naz., s.7, b.37, f.29).
Dal 1945 al 1946 fece parte anche del sindacato: fu nel Comitato direttivo della Commissione tecnica centrale della Camera del Lavoro di Milano e nella Commissione di partito del Consiglio di gestione e lavoro di massa.
Dal 1948 al 1950 fu Segretario della Camera del lavoro di Sesto San Giovanni; mentre nel 1951 tornò nella Segreteria della Camera del Lavoro di Milano: dapprima come vice-segretario, poi come un componente della Commissione esecutiva, quale responsabile dei problemi economici e della Commissione disoccupati e impiegati.
Fu un dirigente dell’Anpi di Pratocentenaro, un quartiere di Milano.
Morì a Milano il 27 dicembre 1995.
Biografia
Ballardini Aldo
1903 - 1995
AdL, Archivio della Camera confederale del Lavoro di Milano (1945-1981) Fondazione Isec, Archivio Pci Federazione milanese, Commissione federale di controllo, Biografie dei militanti, fasc. "Ballardini Aldo" Fondazione Isec, fondo Ballardini Aldo Infp (ex Insmli), fondo Fiap Nazionale, s.7, b.37, f.29 Sitografia: Portale LombardiaBeniCulturali, "Fondazione di solidarietà nazionale pro partigiani e vittime della lotta di liberazione (1945 - 1982)", in http://www.lombardiabeniculturali.it/archivi/soggetti-produttori/ente/MIDB000775/ consultato il 19 luglio 2019
Annalisa Bertani