Biografie Sindacali

Biografia

Rivolta Giuseppe

data sconosciuta - in vita

Nacque il 26 febbraio 1923 a Magnago, nella frazione di Vanzaghello, da una famiglia di tradizione operaia e contadina. Il padre, operaio edile antifascista e filo-socialista, morì quando Giuseppe aveva solo un anno, lasciando la moglie vedova con quattro figli a carico. Data la situazione familiare, Giuseppe conobbe ben presto cosa fossero la miseria e la lotta di classe. Nel 1940 rimase orfano anche di madre.
Non appena terminò le scuole elementari, a 12 anni, iniziò a lavorare presso un’azienda agricola: inizialmente come giardiniere, poi nel reparto meccanico della stessa, dove riparava macchine tessili e si occupava degli autocarri. Tra i 17 e i 18 anni lasciò questo primo impiego e iniziò a lavorare nelle piccole fabbriche meccaniche dei comuni limitrofi a Magnago, sino ad approdare all’officina Comerio di Busto Arsizio, dove rimase fino a quando fu chiamato al servizio di leva: l’8 settembre del 1942.
Dopo l’Armistizio scelse la vita clandestina: entrò in contatto con il Partito comunista di Busto Arsizio e divenne segretario della sezione, poi collaborò alla costituzione delle SAP della zona e ne assunse il comando, attuando azioni di sabotaggio agli aerei del Campo di aviazione di Lonate Pozzolo, recuperando armi e facendo propaganda tramite il volantinaggio.
Nel 1945, dopo la Liberazione, riuscì a riprendere il suo lavoro alla Comerio, venne eletto presidente nella Commissione interna e vi rimase sino al 1947; quando si dimise per spostarsi al Cotonificio Valle Ticino, dove, anche qui, assunse la presidenza della Commissione interna, fino al 1953 quando venne licenziato per la sua militanza sindacale. Per poter sbarcare il lunario, anche se consigliere e assessore (di quale comune?), sin dal 1946, finì a spazzare le fogne.
Nel 1953 divenne segretario della Camera del lavoro di Castano Primo (fino al 1957), ma la sua attività sindacale lo portò nel carcere di Legnano. In occasione del rinnovo della Commissione interna della Centenari Zelari di Cuggiono, distribuì alle operaie un volantino dove le invitava a votare i candidati della lista Cgil senza aver chiesto l’autorizzazione: era ancora in uso il Codice fascista e la Legge 113 non permetteva iniziative di questo genere senza l’approvazione delle autorità competenti, il sindaco. Questo non fermò Giuseppe, che continuò con le lotte sociali e l’occupazione delle fabbriche, soprattutto nel settore a lui caro, il tessile.
Dal 1958 fu un componente del Direttivo della Camera del Lavoro di Legnano ed entrò a far parte della Fiom della stessa città (1958-1981); poi del Direttivo della Fiom provinciale, del Comitato centrale della Fiom (1981-1985) e infine divenne collaboratore, in amministrazione, della Fiom di Milano.
Durante gli anni Settanta fece parte anche del Direttivo della Camera del Lavoro di Milano.
Per tutta la vita collaborò, e ne fu anche presidente, della Cooperativa di consumo Sant’Ambrogio di Vanzaghello, il suo paese natale.
Ebbe due figli, ed entrambi presero esempio dal padre: scelsero di impegnarsi sul piano politico, sindacale e sociale.

Morì […]

Autore

Annalisa Bertani